logo

Tra Spoleto e la Valnerina, dove l’Umbria si fa più autentica

Ci sono luoghi in Umbria dove la terra cambia carattere nel giro di pochi chilometri. Il nostro agriturismo si trova esattamente in uno di questi: il punto in cui la dolce valle spoletina, fatta di uliveti ordinati e colline coltivate, comincia a piegarsi verso le gole più severe e selvagge della Valnerina. Da qui si possono raggiungere in poco tempo due Umbrie diverse e complementari, ed è forse questa la cosa più bella di starci.

Spoleto, città di pietra e di musica

Spoleto si annuncia da lontano con la mole del Ponte delle Torri, uno dei manufatti medievali più impressionanti d’Italia: un antico acquedotto di 230 metri di archi gettati su una gola verde. Sopra, la Rocca Albornoziana domina la città come una corona di pietra; sotto, il centro storico si dispiega in un intrico di vicoli, piazzette e scalinate che salgono verso il Duomo, dove sull’abside risplendono ancora gli affreschi di Filippo Lippi.

Spoleto è città antichissima — fu municipio romano, capitale di un ducato longobardo, residenza papale — e oggi vive una doppia anima: quella quotidiana, fatta di botteghe artigiane, enoteche e trattorie, e quella internazionale del Festival dei Due Mondi, che ogni estate da oltre sessant’anni porta in città musica, teatro e danza di altissimo livello. Camminare per Spoleto significa attraversare duemila anni di storia senza accorgersene, tra il Teatro Romano, la Casa Romana, la Basilica di San Salvatore (patrimonio UNESCO) e le chiese romaniche di Sant’Eufemia e San Pietro.

La Valnerina, dove l’acqua ha scolpito la roccia

Pochi chilometri più a est, il paesaggio cambia. La Valnerina è la valle del fiume Nera, un solco profondo scavato tra montagne ricoperte di lecci e querce, dove l’acqua è ancora la vera protagonista. È qui che si trova la Cascata delle Marmore, una delle più alte d’Europa, ma è soprattutto la quotidianità del fiume — limpido, freddo, abitato da trote — a definire il carattere di questi luoghi.

Lungo la valle si incontrano borghi che sembrano sospesi nel tempo: Vallo di Nera, abbarbicato su uno sperone roccioso e tra i più belli d’Italia; Sant’Anatolia di Narco e Castel San Felice, con le loro chiese romaniche affacciate sul fiume; Scheggino, racchiusa tra le sue mura medievali; e più in alto Cerreto di Spoleto, Sellano, Preci, ognuno con la propria storia di pietra e di silenzio. Sopra tutto, l’Abbazia di San Pietro in Valle, fondata nell’VIII secolo dai duchi longobardi di Spoleto, custodisce uno dei cicli pittorici medievali più importanti dell’Italia centrale.

Camminare, pedalare, rallentare

Da qui si parte facilmente per la Via di Francesco, l’antico cammino che da La Verna scende ad Assisi e prosegue fino a Roma toccando proprio Spoleto e i monti della Valnerina. Gli amanti della bicicletta trovano nella ex ferrovia Spoleto–Norcia un percorso ormai celebre: 51 chilometri di greenway tra gallerie, viadotti e panorami, una delle ciclovie più suggestive d’Italia. Per chi cerca il trekking vero c’è il Parco Nazionale dei Monti Sibillini, a portata di mano, con i suoi pascoli d’altura, la fioriture di Castelluccio e i sentieri che salgono al Vettore. E ovunque, sentieri minori che attraversano boschi, eremi nascosti, vecchi mulini e sorgenti.

A tavola: la cucina della terra di mezzo

Questa è una terra di sapori netti e ingredienti precisi. Sulle colline di Spoleto si produce uno degli oli extravergini più premiati d’Italia, ottenuto soprattutto da olive Moraiolo, Frantoio e Leccino. I vigneti del Sagrantino di Montefalco sono a pochi chilometri, e con loro i Trebbiano e i Grechetto che accompagnano la cucina locale. Dalla Valnerina arrivano il tartufo nero pregiato di Norcia — re indiscusso delle tavole invernali — i salumi di norcineria che hanno dato nome a un mestiere intero, le lenticchie di Castelluccio, lo zafferano di Cascia, i formaggi di pecora dei pascoli alti e le trote del Nera. Piatti come gli strangozzi al tartufo, la pasta alla norcina, l’agnello allo scottadito o le zuppe di legumi raccontano una cucina contadina che non ha mai avuto bisogno di reinventarsi.

Un punto di partenza, non solo una sosta

Stare qui significa avere Spoleto a venti minuti per una serata di musica o una cena in centro, e nello stesso tempo poter raggiungere in poco più di mezz’ora le gole della Valnerina, l’Abbazia di San Pietro in Valle o la Cascata delle Marmore. Significa svegliarsi con il silenzio della campagna e decidere ogni mattina che Umbria si ha voglia di vivere: quella elegante e colta della città ducale, o quella più ruvida e verticale dei borghi sul fiume. Noi, semplicemente, abbiamo la fortuna di stare nel mezzo.